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Robinù biglietti cinema in sconto!! Qui puoi scoprire come acquistare dei coupon cinema the space per andare al cinema risparmiando un sacco! Qui di seguito le offerte attualmente disponibili.

Biglietto The Space 2D e 3D – Biglietto The Space per 1 persona per spettacoli 2D e 3D. Acquista e vai al cinema fino a Marzo 2017. Valido tutti i giorni, anche a Natale.  LINK

Biglietto singolo The Space con menu – 1 biglietto singolo con pop corn e bibita, valido in tutti i cinema The Space fino a Marzo 2017. Valido tutti i giorni, anche a Natale! LINK

Box Regalo The Space 2D – Ricevi subito e regala l’emozione del grande schermo con il CineBox 2D. 4 biglietti The Space 2D validi per tutti i cinema del circuito fino al 30 Aprile 2017. Valido tutti i giorni, anche a Natale! LINK

Box Regalo The Space 3D – Ricevi subito e regala l’emozione del grande schermo con il CineBox 3D. 4 biglietti The Space 2D e 3D validi per tutti i cinema del circuito fino al 30 Aprile 2017. Valido tutti i giorni, anche a Natale! LINK

 

Robinù biglietti cinema – TRAMA

«Tu queste cose le devi fare ora. Perché così, se vai in galera per vent’anni, esci e hai tutta la vita davanti». E’ questa la concezione del mondo di quei soldati bambino che a 15 anni imparano a sparare, a 20 sono killer consumati e a 30 spesso non ci arrivano nemmeno… A Napoli, negli ultimi due anni, bande di adolescenti si combattono, a colpi di kalashnikov, in una guerra dimenticata che è arrivata a contare oltre 60 morti. La chiamano “paranza dei bambini”: giovani ribelli che sono riusciti a imporre una nuova legge di camorra per il controllo del mercato della droga. Una paranza che da Forcella si insinua nei Decumani, e scende giù fino ai Tribunali e a Porta Capuana: il ventre molle di Napoli, la periferia nel centro, tra turisti che di giorno riempiono le strade e gente che di notte si rintana nei bassi trasformati in nuove piazze di spaccio, il vero carburante capace di far girare a mille il motore della mattanza.

 

Robinù biglietti cinema –  CAST TECNICO

CON MARIANO e MICHELE “MICHELINO” nel ruolo di sé stessi «Tu queste cose le devi fare ora. Perché così, se vai in galera per vent’anni, esci e hai tutta la vita davanti». È questa la concezione del mondo di quei soldati bambino che a 15 anni imparano a sparare, a 20 sono killer consumati e a 30 spesso non ci arrivano nemmeno… SINOSSI A Napoli, negli ultimi due anni, bande di adolescenti si combattono, a colpi di kalashnikov, in una guerra dimenticata che è arrivata a contare oltre 60 morti. La chiamano “paranza dei bambini”: giovani ribelli che sono riusciti a imporre una nuova legge di camorra per il controllo del mercato della droga. Una paranza che da Forcella si insinua nei Decumani, e scende giù fino ai Tribunali e a Porta Capuana: il ventre molle di Napoli, la periferia nel centro, tra turisti che di giorno riempiono le strade e gente che di notte si rintana nei bassi trasformati in nuove piazze di spaccio, il vero carburante capace di far girare a mille il motore della mattanza.

Robinù biglietti cinema

ROBINÙ I veri volti dei babyboss, dei loro familiari devastati dal dolore, il loro racconto diretto e senza alcuna mediazione descrivono – per la prima volta sullo schermo – la storia di un intero giovane popolo ridotto a carne da macello. Sotto gli occhi indifferenti delle istituzioni, hanno evaso qualunque obbligo scolastico, non parlano italiano, hanno i denti già devastati dalla droga, ma esprimono chiaramente sentimenti e passioni di una forza sconosciuta a quella parte di Paese definita “normale”. Il 15 giugno 2016 il Tribunale di Napoli ha condannato oltre 40 imputati – per la maggior parte ragazzi – riconoscendo per la prima volta l’esistenza di un cartello criminale formato dai giovanissimi Sibillo e dagli eredi del vecchio boss Giuliano. C’era una volta Loigino Giuliano, “re” incontrastato del quartiere Forcella dalla metà degli anni ’70. Con lui regnava l’ordine camorristico e, grazie alla droga e al contrabbando, il clan Giuliano incassava miliardi su miliardi ogni anno. I fratelli Giuliano erano così ricchi da aver fatto installare nella loro “residenza reale”, incastonata tra i palazzi lesionati dal sisma, una vasca da bagno a forma di conchiglia, la stessa in cui Diego Armando Maradona andava a divertirsi, tuffandosi tra donne nude e cocaina. Oggi i nipoti di quei Giuliano sono dei giovanissimi Robin Hood, che rifiutano l’autorità di quei capi che prima si arricchiscono e poi si pentono. Quei vicoli in rovina, apparentemente inconsistenti e marginali, continuano ad essere centro di controllo decisivo per il rifornimento di cocaina di una metropoli così estesa, la stessa metropoli che ospita la popolazione più giovane d’Europa che tuttavia è del tutto sottomessa a quei ribelli che a soli 16 anni non conoscono più regole né limiti e sono pronti ad usare senza nessuna remora il kalashnikov. Un anno fa, in via Oronzio Costa, a pochi metri dalla Cattedrale, dalla strada dei presepi, dal Cristo velato e da vicoli meravigliosi, è morto colpito al torace da un proiettile il 19enne Emanuele Sibillo, nuovo “re” del centro storico che, da latitante, sparava da giorni contro il portone dei Buonerba, colpevoli di essersi troppo allargati nel quartiere. Come in tante altre zone, i Sibillo erano soliti chiedere l’estorsione al parcheggio di Porta Capuana, dove da vent’anni lavorava abusivamente Ciro. Salvatore, uno dei quattro figli di Ciro e amico stretto dei Buonerba, decide di fargliela pagare: «Hanno mangiato loro, ora dobbiamo tornare a mangiare noi. I soldi a mio padre non si devono permettere di chiederli». È in momenti come questo che vengono decise a tavolino quelle spedizioni punitive, quelle stese con i motorini e persino quegli omicidi che fanno scoppiare la faida della paranza dei bambini che insanguina il centro storico e riempie di ragazzini le carceri di Napoli.

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È questa la storia di Salvatore che a 24 anni già rischia l’ergastolo e adesso è a Poggioreale, rinchiuso nel padiglione di massima sicurezza. Ed è anche la storia di Michele, suo fratello, detto Michelino, un babyboss che sta 5 scontando una condanna a 16 anni per tentato omicidio e rapina a mano armata che non ha mai voluto sottostare alle regole di nessun clan… I PROTAGONISTI MARIANO Mariano A., secondo i magistrati, avrebbe fatto parte della paranza di fuoco dei D’Amico, il clan che controlla la periferia orientale di Napoli. L’accusa è quella di aver ucciso insieme a un altro ragazzo Raffaele Canfora, 25 anni, esponente del clan di Vanella Grassi di Secondigliano. Mariano sta scontando una condanna a 16 anni, nell’Istituto penale minorile di Airola, per omicidio aggravato dalle finalità camorristiche, distruzione e soppressione di cadavere, porto abusivo d’armi. MICHELE “MICHELINO” Michele M. sta scontando una condanna a 24 anni, 16 anni con rito abbreviato per tentato omicidio, lesioni, rapina, detenzione illegale di armi. A leggere l’inchiesta che lo riguarda, “Michelino” avrebbe seguito la “carriera” del babyboss in tutti i suoi passaggi: prima, rapinatore; poi, passa a sparare (contro i poliziotti per ben due volte e la seconda mentre era in permesso premio dal carcere minorile) e, fattosi notare per «le palle e la mano ferma», riceve la chiamata del Sistema. Si mette inizialmente al servizio di Salvatore Marino e Massimo Castellano, personaggi di spicco del clan Mazzarella, nel rione Forcella. Poi, l’arresto. Da babyboss “maturo” – ha compiuto 22 anni nel carcere di Poggioreale – non riconosce nessuno dei gruppi della paranza dei bambini attualmente in lotta nel suo rione. 6 IL REGISTA MICHELE SANTORO Nato a Salerno (2 luglio 1951), è giornalista professionista. In Rai è autore e conduttore di programmi di grande successo (da Samarcanda, a Il Rosso e il Nero e Tempo Reale, ad Annozero), realizza speciali e settimanali (Tre sette, Specialmente sul Tre), e coltiva una linea di ricerca e sperimentazione sul linguaggio del documentario (Viaggio in Russia e Viaggio in Cina, di cui è autore, sono richiesti dalle più importanti nastroteche del mondo; Sud è acquistato e trasmesso dalla televisione francese TF1). Nel 1996 lascia la Rai per Mediaset come direttore della testata Moby Dick e autore di Moby’s che si propone di rinnovare il documentario italiano, vincendo il Premio Saint Vincent nel 1998. In questo periodo realizza anche il primo docudrama italiano (Il caso Soffiantini): continuerà a realizzarli negli anni a seguire, sollevando polemiche e dibattiti. Nel 2000, tornato in Rai da un anno, lancia Sciuscià, una serie di reportage d’autore, narrati con il linguaggio cinematografico e di grande impatto sul pubblico (tra quelli più di successo, “Tutti Ricchi”, “Non c’è sushi per tutti”, “Il falò”).

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Nel novembre 2001 comincia Sciuscià Edizione Straordinaria. Costretto a lasciare la Rai dall’editto bulgaro emanato dall’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, produce il reportage “La mafia è bianca”, un film documentario su Totò Cuffaro e la sanità siciliana che rappresenta ancora oggi un grande successo editoriale. Il ritorno in Rai è nel marzo 2006 con Annozero. Continua a realizzare documentari importanti (tra cui “Corri bisonte corri”, “Padania al verde”, “O’ Sistema”). Sulla scia degli eventi “Raiperunanotte” e “Tutti in piedi” nasce l’idea di Servizio pubblico, il primo programma tv in onda per una stagione intera seguendo il modello della multipiattaforma – televisioni locali e satellitari, radio, e streaming sul web – e con il contributo di oltre 100 mila spettatori che versano una sottoscrizione di 10 euro. Dopo un anno di ascolti record, Servizio pubblico approda a La7: l’ultima puntata andrà in onda il 18 giugno 2015. Negli anni di Servizio Pubblico continua la produzione di documentari e docu-fiction, come ad esempio “Giallo Vaticano”, “Una vera bufala”, “Cosa Vostra”, “Sepolta viva” e “Quando la banda passò”.

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Dennis Trotta Capo supremo della galassia cinematografica

Nacqui, e ora vivo tra un tiro a canestro e un film di Spyke Lee, poi la mia palla tirata un po' più su finì proprio sulla testa di quei tipi laggiù. Il più grosso si arrabbiò fece una trottola di me e la mamma preoccupata disse "vattene su cinetainmèn' ".

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